Giovani idee reinventano vecchi mestieri e … la tradizione continua

Foto Paleddu

Fische, sporte, canisce. Un’arte, quella di tessere prodotti in giunco, che oggi sopravvive nelle mani stanche ma ancora volenterose dei pochi artigiani che rimangano aggrappati alla tradizione dell’intreccio. Un’arte che rischia l’estinzione, di appartenere solo alla storia di Acquarica del Capo, alla sua memoria. Per decenni testimonianza della quotidianità contadina, fonte di sostentamento delle famiglie acquaricesi con l‘industria del panieraio, oggi può trovare nuovo prestigio nella rivisitazione moderna dei suoi prodotti.

Il ritorno a questa sublime forma dell’artigianato acquaricese, infatti, si è fatta spazio prepotentemente tra le idee di due giovani ragazze, che vorrebbero fare della produzione di manufatti in giunco la loro attività principale.

Antonella Del Sole e Veronica Verardo, due ragazze di 28 e 22 anni, si propongono di reinventare il vecchio mestiere delle “cestinaie” dopo aver frequentato il corso “Intrecciatore in fibre vegetali” promosso dall’Agenzia Ulisse, l’Ente di formazione che vuole fare della riscoperta della tradizione il motore di nuove idee imprenditoriali nell’artigianato di qualità.

Partire dalle forme tradizionali per giungere a quelle più moderne come accessori e complementi d’arredo, attraverso l’attivazione di un laboratorio itinerante che divulghi a quanti ne abbiano interesse, scuola dell’infanzia in primis, la conoscenza delle varie fasi di lavorazione del giunco e un approccio pratico all’intreccio dello stesso.

Per scoprire la bellezza, conoscere la storia e apprezzare il valore di un prodotto d’eccellenza del territorio che richiede tempo e manualità. Per non perdere la tradizione.

  Donatella Palese

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